Conferenza tenuta a Dornach il 27 luglio 1923 [Da un resoconto stenografico, non revisionato dal conferenziere.]
Voglio aggiungere a quanto è stato detto in precedenza alcune spiegazioni su certi fondamenti più profondi dei misteri del mondo, di cui nella civiltà moderna si è persa ogni conoscenza. Per renderci conto di questa perdita, dobbiamo pensare solo alla concezione moderna del sistema planetario: che esso abbia avuto origine in una sorta di nebulosa primordiale rotante, dalla quale si sono dispersi i vari corpi planetari.
Le speculazioni derivate da questa immagine hanno portato meramente all'idea che non ci siano differenze fondamentali tra questi corpi celesti, e questo è l'atteggiamento prevalente verso di essi.
Se l'intero sistema planetario è compreso nell'immagine di una nebulosa rotante, da cui i corpi celesti si sono gradualmente separati, quale differenza essenziale c'è tra, ad esempio, la Luna e Saturno? È certamente vero che ricerche molto importanti condotte durante il XIX secolo sulle sostanze terrestri - particolarmente i minerali - hanno potuto dire molto sulla composizione materiale dei corpi celesti, e hanno elaborato una certa fisica e chimica per essi. Questo ha reso possibile ai libri di testo ordinari di fornire dettagli specifici su Venere, Saturno, la Luna, e così via. Ma tutto questo non equivale a nient'altro che fare un'immagine - diciamo - dell'organismo fisico dell'uomo, tralasciando del tutto il fatto che egli è un essere di anima e spirito. Con l'aiuto della scienza iniziatica dobbiamo di nuovo imparare a renderci conto che anche il nostro sistema planetario è permeato di anima e spirito. E oggi voglio parlare delle "individualità" e dei caratteri individuali dei vari pianeti.
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Traduzione dal testo inglese della conferenza qui linkata
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